Quartiere satellite di Villanova

' antichissima Villa Matuciana nata sulla dorsale più centrale e strategicamente difendibile dell'intero suo territorio, fu in origine presu-mibilmente costruita sul sito di un castelliere pre-romano. Principale propaggine del sacro monte Bignone (dal celtico Pignon), la città oltretutto si innalza tra i due torrenti più importanti della zona, ricchi a quei tempi di ottime acque, popolati da notevole fauna ittica e caratterizzati da un regime costante.
 
Alla foce del rio di levante, segnato nei rilievi topografici del diciottesimo secolo come torrente del Convento, nei pressi della località Arenella i Romani, nei primi anni dell'era cristiana, costruirono un piccolo approdo i cui resti sono venuti recentemente alla luce durante lavori di sistemazione dell'alveo.

Inoltre la vallata in cui scorre questo corso d' acqua era ricca di selvaggina sin dai Via Palazzotempi del paleolitico. Lo testimoniano i numerosi ritrovamenti di raschiatoi, coltelli e punte litiche (via San Francesco) usate per la caccia ai grandi ungulati. Nella parte più alta di questa valle è tuttora presente il toponimo “Cà d'Orso”, indicante certamente un antico luogo assai lontano dalla città dove però allora non era difficile imbattersi in qualche grosso plantigrado. I lupi cervieri, cioè le linci, infestavano tutti i boschi alle spalle dell'abitato.

Il quartiere di Villanova, cresciuto oltre la riva destra del torrente della Rocca, (od. San Romolo) fu verosimilmente costruito extra moenia attorno ad un centro cultuale arcaico preesistente, forse il più antico della città, il quale aveva una posizione particolarmente favorita essendosi sviluppato lungo il tracciato dell'unica e più antica strada consolare che percorreva longitudinalmente l'intera Liguria da levante a ponente.

PorticoSi tratta della via Aurelia, ricalcante la mitica via “Graia” aperta a suo tempo dai Focesi diretti alla ricerca d' una nuova patria, e indicata da Aristotele come il primo importante impianto viario delle Alpi Marittime.

In un rilievo topografico al 1812 il tracciato urbano di questa arteria, da levante verso ponente, lo si riscopre indicato di volta in volta nel seguente modo: strada San Lazzaro, ponte del Convento sull'omo-nimo torrente nel punto ovest della attuale piazza Colombo, via del Palazzo sino all'incrocio con via del Marchese Borea (attuale via Cavour), via Imperiale, rimi-niscenza della strada consolare romana, ponte del Valotto (attuale incrocio della odierna via Palazzo con via Faraldi) sul torrente della Rocca, superato il quale si costeggiavano gli orti fronteggianti la canonica per giungere alla via del Piano (attuale via Corradi) che, superato il convento dei frati Cappuccini diventava strada San Rocco, confine ovest della città di Sanremo, e proseguiva sotto il nome di strada per Nizza.