à dove il nucleo storico più antico e consolidato, arroccato in gironi concentrici, degrada costringendo via Montà ad affacciarsi
sin sulla sponda sinistra del rio Rocca (torrente San Romolo), il sistema difensivo, costituito da una preesistente perimetrazione murale di edifici contigui venuta su poco a poco in epoche diverse, aveva il suo lato più vulnerabile.
Alle spalle del ponte della Chiapella, e quello poco distante dei Borea, lato monte, non era mai esistito un vero e proprio bastione, ma una serie di case torri (alcune alte più di sei piani) addossate le une alle altre, le quali svolgevano alla meno peggio il ruolo
di unico baluardo contro le incursioni nemiche.
Il letto torrentizio, sino al ponte del Valotto, scorreva contenuto tra due argini artificiali costruiti ad arte con pietre alluvionali, vere e proprie mura abbastanza solide ed elevate da costituire nel loro insieme qualcosa di molto simile ai fossati scavati artificialmente attorno ai manieri medioevali per tenere a bada gli assalitori.
Il quartiere del piano, nato spontaneamente attorno a San Siro, al campo santo ed altri edifici sacri, lambito dalla molto trafficata strada imperiale romana, era comprensibilmente il rione urbano più esposto alle incursioni (molto devastante fu quella dell'anno 1544).
Il solo ponte della Chiapella collegante via dello Spirito Santo (od. De Benedetti) attraverso la porta di Villa Nova, con via Montà, tramite l'omonima porta, anche se le sue spallette di dosso erano state elevate oltre l'altezza d'uomo a scopo protettivo contro lanci di frecce, verrettoni e colpi di spingarda, non costituiva una sicura garanzia per le sempre più frequenti razzie barbaresche.
Un punto così debole delle mura urbane doveva essere rafforzato da una torre fortificata le cui principali cannoniere e feritoie fossero rivolte soprattutto verso il sottostante ponte e la porta di Villa Nova.
Fu così che nell'anno 1550 venne finalmente edificato un solido bastione, una torre circolare massiccia e resistente che ormai da circa cinque secoli continua a fare bella mostra di sé nel cuore della città, di fronte al centro mercatale dell'antico quartiere del piano.
Cittadini e turisti la conoscono come torre saracena (perché edificata nel periodo storico delle scorrerie barbaresche) della Chiapella.
Sul bordo superiore della costruzione, lato sud-est, immediatamente sotto la merlatura, all'atto della sua rifinitura, i costruttori a scopo scaramantico, vollero inserirvi una grossa palla di bombarda ancor oggi identificabile. Da allora quel bastione pare non essere mai stato espugnato.