Il Piano

enza dubbio in epoca pre-romana il primo insediamento matuziano, costituito dalla presenza in loco di tribù celto-liguri capillate, si era attestato al culmine della collina posta tra i torrenti San Romolo e San Francesco in una sorta di castelliere come era consuetudine a quei tempi. In seguito, con il passare degli anni, l'aumento demografico della popolazione indigena fece si che il primitivo limitato villaggio si sviluppasse concentricamente, tutto attorno all'originale nucleo.

CastrumAd osservare con un po' di attenzione il suo ampliamento topografico nel tempo, ci si accorge della presenza di veri e propri gironi degradanti verso il piano, rispettivamente delimitati da nuove costruzioni, nuove strade e l'apertura di nuove porte comunicanti con l'esterno. Un Castrum vero e proprio con caratteristiche unicamente difensive lo si ritrova nel dodicesimo secolo quando l'Arcivescovo genovese Gualtiero da Vezzano, nel 1254 fa costruire un castello in quel di San Romolo sulle fondamenta di un antico convento Benedettino.

Posizionato poco sotto il terreno in cui i P.P. Agostiniani, negli anni tra il 1644 e il 1651, costruirono il loro convento di S.Nicolò da Tolentino, oggi sede dell'Istituto Don Orione (ex Cottolengo), secondo una cartografia datata 1773, aveva una pianta rettangolare il cui terrapieno rivolto a monte era formato da un ampio semicerchio murario. Il suo accesso principale aperto verso sud era protetto da un massiccio muraglione nel cui angolo dominante la porta Candelieri era presente una torretta, Stemmamentre un torrione armato s'innalzava più o meno al suo centro.

Lo stemma civico Sanromolese più antico, recante incisa la data del 1321, attualmente murato al disopra della porta di Santo Stefano, rappresenta per l'appunto un castello con due torri merlate dal cui muro centrale svetta un palmizio. Al termine della rivolta sanremese contro CampanileGenova del 1753, sedata dal Generale Agostino Pinelli, per ritorsione venne abbattuto il campanile romanico della chiesa di San Siro sino alla camera dell'orologio e raso al suolo il castello costruito dall'Arcivescovo da Vezzano.

In una cartografia vinzoniana pubblicata a Basilea nel 1755, recentemente ripresa in un grande murales all'inizio nord di via De Benedetti, si nota chiaramente il campanile di San Siro mentre perde la sua parte superiore, e il castello indicato graficamente ancora come intatto, ma in realtà demolito due anni prima.